Testimonianza e foto

ESERCIZI SPIRITUALI GFASC NAZIONALE E GIUBILEO DELLA MISERICORDIA  

Se dovessimo sintetizzare in una sola parola quello che è stato l’incontro del 23-25 aprile 2016 a Tivoli-Roma, potremmo rispondere: “incredibile”.

Incredibile per la contemporanea presenza di un avvenimento straordinario come il Giubileo indetto da Papa Francesco, e per la forza evocativa degli esercizi spirituali, magistralmente guidati da don Giuseppe De Virgilio, efficacemente coadiuvato da don Mimmo Parlavecchia, p. Letterio Festa, p. Carmelo Surace e p. Cristian Montes.

Un’esperienza forse unica nel suo genere, che ha sommato in sé la tipica atmosfera meditativa degli esercizi spirituali, la bellezza dirompente della fatica del pellegrinaggio e l’entusiasmo per l’incontro con il Papa.

Ma andiamo con ordine.

Il cuore di tutto, naturalmente, è stata la meditazione sulla Misericordia.

Presso l’hotel “Duca d’Este” di Tivoli, numerose famiglie e consorelle delle ASCJ, circa duecento persone, si sono incontrate dal pomeriggio del 23 aprile, iniziando la propria riflessione da quello che è logicamente il primo contatto con la misericordia: l’incontro con l’altro. E quale parabola poteva meglio raffigurare questa idea se non quella del buon Samaritano? Il prossimo bisognoso, nel quale ci si imbatte lungo la via (“mentre era in viaggio”), ci mette costantemente alla prova e ci costringe a chiederci: “io, tra il sacerdote, il levita ed il buon Samaritano, quale personaggio sono?”.

Il rosario serale, che don Mimmo ha presieduto con dedizione, ci ha preparati al pellegrinaggio della Domenica.

La levataccia impietosa (alle 4:30!) è stata dimenticata non appena suor Alice e Suor Simona ci hanno introdotti con la preghiera all’incontro con Papa Francesco ed al transito per la Porta Santa, mentre eravamo sul pullman che ci conduceva a San Pietro.

A dispetto delle più nere previsioni meteo, e di qualche rovescio a carattere temporalesco che ci ha appena lambiti, l’attesa della messa è trascorsa serenamente: con l’entusiasmo dei bambini abbiamo aspettato tre ore sotto il cielo romano che, almeno a noi, ha riservato un’innocua alternanza di sole e nuvolette. Solo un caso? Secondo noi no…

Immersi nel Giubileo dei ragazzi abbiamo partecipato alla loro festa: un mare di scout e guide, nel settore immediatamente davanti al nostro, e numerosi gruppi giovanili sparsi ovunque nella piazza gremita, hanno letteralmente animato la messa.

Papa Francesco, nell’omelia, ci ha ricordato innanzitutto che l’Amore è la “carta di identità” del cristiano” e che la vera libertà è il dono di poter scegliere il bene, anche quando costa fatica, e che per vivere (e per non “vivacchiare”) a volte servono scelte coraggiose. La felicità non è un “app” da scaricare, perché non ha prezzo e non si commercia.

Il pomeriggio ci ha visti ospiti della Casa Generalizia delle ASCJ, dove la Madre Generale e le consorelle ci hanno accolti con il loro stile semplice ma coinvolgente. Una sosta ristoratrice nella quale abbiamo potuto anche continuare il pellegrinaggio in alcuni luoghi di Madre Clelia (la stanza dei suoi ultimi giorni terreni, la tomba), avvertendo un dolce profumo di santità.

Al rientro in hotel, stanchi ma con il rinnovato entusiasmo di una giornata arricchente, abbiamo affrontato la seconda parte degli esercizi spirituali: l’abbraccio del Padre Misericordioso della parabola del figliol prodigo. Un Padre che corre incontro ad un figlio ancora convinto, nella sua arroganza, di poter dettare le regole, ma che invece finisce per rendersi conto che senza il padre non può nulla. Prostrato dalla sua stessa cupidigia, verrà letteralmente ubriacato dall’amore del genitore, che addirittura lo anticiperà senza lasciargli portare a termine il suo particolare progetto di pentimento. La Misericordia del Padre è più grande della vergogna che proviamo per il nostro peccato: Lui arriva a perdonarci anche quando noi non sappiamo perdonare noi stessi. Abbiamo chiuso chiedendoci: “io, quale dei due fratelli sono?”.

La sera, il misticismo di don Mimmo ci ha condotto per mano nell’adorazione eucaristica.

Nella prima mattinata del 25 aprile abbiamo affrontato il tema del perdono dei fratelli: se le prime due riflessioni ci sono servite per stupirci dell’Amore di Dio, questa terza ci ha costretti a misurarci con il nostro orgoglio e la difficoltà di perdonare. Arte certamente non semplice né immediata, che va affinata costantemente. Il “settanta volte sette” che ci chiede Gesù, lasciando Pietro verosimilmente attonito (e noi tutti con lui!) convinto com’era di aver sovrabbondato nell’individuare  la “quantità” del perdono, è obiettivo umanamente inarrivabile, proprio per questo è importante affidarci a Lui.

L’ultima parte degli esercizi ha toccato la dimensione comunitaria dei rapporti e quindi del perdono. I due brani del Vangelo che ne erano al centro, Marta e Maria e l’episodio di Zaccheo, ci hanno portati, sostenuti dalle parole di don Giuseppe, a due conclusioni decisive:

  1. Non è il potere che conta, ma il servizio (“il potere del servizio, e non il servizio del potere”, come diceva don Tonino Bello)
  2. Non si può pensare ad una dimensione dell’uomo avulsa dal suo prossimo: “mai senza l’altro” è stata l’icastica sintesi della guida. L’altro bisogna andare a cercarlo, mettendosi in gioco, anche a costo di compromettersi, come ha fatto Gesù con Zaccheo.

Gli esercizi si sono conclusi con la celebrazione eucaristica e la consegna di tre “R” da custodire nel cuore per continuare il cammino di ogni giorno: Ricordare, Ringraziare, Ricominciare.

Il saluto post pranziale, prima delle partenze per le varie destinazioni, ci ha visti consapevoli di aver vissuto un’esperienza formativa eccezionale, dalla quale dovremo trarre tesoro ed i cui insegnamenti dovremo ora mettere in pratica nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nei nostri luoghi di lavoro.

A conclusione dell’evento, vogliamo ringraziare Suor Marta, Suor Alice, le consorelle Juniores, e tutte le Apostole che hanno organizzato questo incontro e quelle che, rimaste nelle proprie case, ci hanno accompagnati con la preghiera. E un grazie speciale con Cento Cuori alla nostra accompagnatrice, Suor Antonia Cardoso Passos che, attraverso la sua guida in questi anni nel Gruppo GFASC di Forlì insieme alle altre Apostole, ci ha condotto per mano in questa Grande Famiglia del Sacro Cuore.

GFASC Forlì

(A cura della famiglia Santucci (Stefano, Giulia, Davide) e Maltoni (Mauro, Roberta, Benedetta).

 
Esercizi Spirituali GFASC Italia - 23-26 aprile 2016